Aiutare le associazioni più deboli

 

Mauro Bornia dal luglio scorso è il presidente del Centro di Servizio al Volontariato della Spezia, Vivere Insieme. Sentiamo la sua opinione su questa nuova esperienza.

Una prima domanda. Che impressione ha tratto da questi primi sei mesi alla guida del Csv della Spezia?
"La prima impressione è di un impegno piuttosto gravoso, con problemi continui che si succedono quotidianamente, ma che è comunque mitigata dalla consapevolezza di fare qualcosa di utile per tutto il movimento del volontariato, soprattutto per le realtà più piccole".

Come reagite alla Spezia alla crisi dei finanziamenti che sta investendo tutti i Csv?
"Reagiamo con estrema prudenza, operando una riduzione soft dei progetti".

Riuscirete a garantire anche quest'anno alcuni sevizi essenziali per le organizzazioni di volontariato?
"Penso che per quest'anno, seppur con fatica, riusciremo ad attestarci sui livelli del  2014".

Quali saranno le principali iniziative nel 2015?
"Ci concentreremo sui  progetti di formazione, sui rapporti con la scuola e sulla promozione del volontariato. Ci impegneremo inoltre nella  Festa della marineria  e nell' organizzazione degli Special Olympics".

Spostandoci su un piano più generale, cosa pensa del Testo unico per il Terzo Settore promulgato dalla Regione Liguria?
"Penso che sia frutto di una certa confusione e di alcuni fraitendimenti che non giovano certo all' attività quotidiana delle associazioni".

E dell'attivività del Forum del Terzo Settore sia provinciale che regionale?
"Non mi pare molto presente, almeno qui nello spezzino".

Qual è la sua opinione sulla Riforma del Terzo Settore fortemente voluta dal Governo Renzi?
"Prima o poi qualcosa di organico si doveva fare, ma in questo modo si rischia di "gettare il bimbo con l'acqua sporca".

Ritornando al territorio, quali sono le emergenze più urgenti della provincia della Spezia?
"Credo che sia essenziale, soprattutto in questo periodo difficile per tutti, sostenere principalmente le associazioni più piccole, che poi sono le più fragili".

Riccardo Grozio