Intervista a Davide Pesce


Secondo il nuovo Portavoce del Forum Savonese occorre potenziare formazione, progettazione e comunicazione.


Come neoeletto portavoce del FTS Savonese, quale ritieni essere la priorità sociale più  urgente?
"Il lavoro, il lavoro che manca per tutti, per i giovani in cerca di prima occupazione, per i licenziati e cassaintegrati che in Liguria sono troppi".

Quale giudizio dai sulla Riforma del Terzo Settore voluta dal premier Renzi?
"Aspetto a dare un giudizio alla fine dell’iter legislativo. L’approvazione dell’articolo 1 mi sembra positiva. Da obiettore di coscienza, all’Arci nel 1994, mi auguro che venga finanziato di più il Servizio Civile".

Come dovrebbero essere impostati i rapporti col Forum regionale del Terzo Settore? Ci vorrebbe un maggior coordinamento?
"Il  coordinamento è buono. Claudio Basso, il portavoce regionale, ci offre tanti spunti di riflessione e di coinvolgimento. Ci vorrebbero però giornate da 36 - 48 ore per riuscire a tenere tutto sotto controllo. Tutti i consiglieri del Forum Savonese sono volontari".

Al di là della funzione di rappresentanza, quali azioni concrete potrebbero promuovere sul territorio i forum provinciali?
"Il mio impegno è quello di aumentare la partecipazione e l’adesione al Forum Savonese. Promuovere la formazione per i dirigenti e i volontari e la progettazione sociale con partners europei".

A volte le associazioni, legittimamente gelose della propria identità, non sono molto propense a riconoscere e a riconoscersi nel Forum. Come si può superare questa situazione?
"Le organizzazione di volontariato, purtroppo rispecchiano il paese reale, quindi ci sono gelosie, invidie e rendite di posizione non tanto nei riguardi del Forum, ma tra di loro. Sono ottimista, alla fine, lavorando insieme su cose concrete si smussano gli angoli. il Terzo Settore dimostra ogni giorno che è possibile lavorare in rete, risparmiare risorse e garantire qualità. I patti di sussidiarietà saranno l’occasione di dimostrare tutto ciò".

Più in generale, secondo il tuo parere, il Forum dovrebbe intervenire non solo sul sociale, ma anche su altre questioni come la politica industriale, l'ambiente, l'educazione, ecc.?
"Assolutamente sì. Sono anni che sostengo che il Terzo Settore possa dare soluzioni alternative e innovative su tutti i temi dell’agenda politica: dalla raccolta differenziata al traffico".

Ritornando al perimetro del Terzo Settore, come giudichi la difficile situazione dei CSV, alle prese con una ulterore riduzione delle risorse?
"Lavoro al Cesavo dal 2001, questi sono gli anni più difficili, i bilanci sono risicati e le prospettive non sono rosee. La batosta di Carige ci penalizza non poco. Saremo costretti a dare servizi a pagamento ? Io spero di no ma per il 2016 se non cambia qualcosa, rischiamo di chiudere".

Non poteva mancare, infine, vista la tua specifica professionalità giornalistica, una domanda sul ruolo della comunicazione nel non profit. Si fa abbastanza? Si potrebbe fare di più? Come?
"Faccio un esempio concreto: ci sono grandi cooperative e associazioni che non hanno un sito aggiornato e non fanno fund raising… Se prima era possibile farne a meno oggi è imprescindibile. Queste organizzazioni devono, sì devono, definire un responsabile della comunicazione che faccia questo mestiere come unica attività, non nei ritagli di tempo, e che sia pagato il giusto. Se non faranno buona comunicazione e buon fund raising falliranno o chiuderanno, non ci sono alternative. Chi ha iniziato a comunicare bene è già in vantaggio..."

Riccardo Grozio