Affidamento familiare: un’opportunità per tutti


Nella nostra città si avverte molta attenzione e disponibilità alle tematiche dell’accoglienza, del sostegno a chi mostra fragilità e fatica nella vita quotidiana, che assume forme diverse tra cui anche quella della disponibilità all'affidamento familiare.
Accogliere un bambino/a o un ragazzo/a in affido può fare la differenza per il suo futuro ed è un’esperienza arricchente anche per la famiglia che lo accoglie; questo progetto si realizza attraverso un percorso guidato dai Servizi Sociali del Comune di Genova in collaborazione con ASL3 e le Associazioni di famiglie ed il primo passo per conoscerlo è partecipare agli incontri formativi in avvio dal 15 maggio.
Con l’affidamento si accoglie in casa propria e al centro dei propri affetti un minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, perché il nucleo di origine non è in grado di occuparsi di lui e ha necessità di un percorso di riabilitazione. Ma questa non è l’unica forma di affido.
Quando i Servizi Sociali conoscono una famiglia che ha difficoltà nella gestione quotidiana dei figli, una delle soluzioni che si può proporre è quella di individuare una famiglia di appoggio o un single, che possa prendersi cura dei bambini quando i genitori non riescono a provvedervi. Un esempio classico è quello di nuclei monogenitoriali, formati da donne sole, o immigrate e dai loro figli. Queste persone spesso hanno occupazioni che prevedono orari molto lunghi e una sede di lavoro lontana dal proprio domicilio. Se straniere, inoltre, spesso non possono contare su una rete familiare cui affidarsi per la cura dei figli. In questi casi, l’affido d’appoggio è una soluzione ideale, perché prevede la possibilità, per il bambino, di trascorrere alcune ore con la famiglia affidataria.
L’affido, quindi, non serve solo a tutelare i bambini se i genitori non riescono a prendersene cura, ma può anche diventare uno strumento per sostenere quei genitori che devono far fronte a difficoltà di ordine pratico ed educativo.
Inoltre il crescente fenomeno dell’arrivo nel nostro paese di Minori Stranieri Non Accompagnati ha evidenziato l’opportunità di considerare l’affido all’interno del progetto di tutela del bambino/ragazzo che si trova privo di persone adulte di riferimento non solo dal punto di vista giuridico ma anche materiale, educativo e affettivo. Il supporto che viene dato è una forma di aiuto temporanea che risponde a un bisogno transitorio del ragazzo, che possiede una famiglia nel suo paese; una situazione di accoglienza familiare può aiutare a chiarire, ripensare e costruire il proprio progetto di vita.
Diventare affidatari, per una coppia o un singolo, è una scelta che può dare grandi soddisfazioni, ma è anche un impegno che richiede disponibilità: di tempo e di spazi, per accogliere fisicamente il bambino, ma anche affettiva, per supportarlo al meglio, accettando il suo vissuto e la sua storia, anche imparando a relazionarsi e a collaborare con la sua famiglia di origine senza essere giudicante.
Così come esistono diverse forme di affido, possono esserci diverse tipologie di famiglie affidatarie, che verranno individuate anche in relazione alle specifiche esigenze di ciascun minore. Per un affido a tempo pieno e a lungo termine è preferibile che il bambino venga inserito in una famiglia, magari con figli propri, mentre per l’affido d’appoggio sono candidati ideali anche singoli o persone più anziane.
L’iter per diventare affidatari è piuttosto articolato, sempre per l’esigenza di tutelare i bambini. Dopo aver preso contatti con i Servizi Sociali, che forniscono le prime informazioni, le famiglie candidate frequentano un corso di formazione per capire meglio che cos’è l’affido e come funziona.
Durante il corso hanno anche modo di ascoltare la testimonianza di famiglie che hanno già affidi e di ragazzi, ormai maggiorenni, che possono raccontarla loro storia. Si effettuano, poi, una serie di colloqui con psicologo e assistente sociale, che accertano il tipo di disponibilità e l’idoneità.
Il Comune corrisponde alle famiglie affidatarie un contributo mensile per il sostentamento del bambino, stipula un’assicurazione e può attivare ulteriori supporti a sostegno dell’affido (es. esenzione dal pagamento della refezione scolastica, …); inoltre si può contare sul supporto dei Servizi Sociali e Sanitari e su una rete di associazioni di famiglie affidatarie.
Oltre a far conoscere questo importante intervento sociale, che coinvolge ad oggi 339 bambini e ragazzi del Comune di Genova, si vuole fare anche un appello perché c’è molto bisogno di famiglie disponibili all’accoglienza per quanti sono in attesa.
Per ulteriori informazioni sull’affido è possibile rivolgersi all’Ufficio Affido Familiare del Comune di Genova, in Via di Francia 3, VI piano, Tel. 010 5577363, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , consultare il sito www.comune.genova.it (aree tematiche, servizi sociali, minori e famiglie, affido familiare) e il sito www.affidamento.net