Governare insieme la crisi

 

Questa volta il nostro viaggio  alla scoperta dei protagonisti del non profit ligure fa tappa a Imperia dove incontriamo  Matteo Lupi, presidente Cespim.

In controtendenza con la crisi economica, il Terzo Settore continua a crescere, sia in termini di partecipazione che di occupazione. Dall'osservatorio imperiese è confermato questo trend? 

Anche nella Provincia di Imperia il volontariato mostra buona salute, ma altresì segni evidenti di fatica. Proprio nel mese di settembre ho partecipato a ben 5 assemblee del volontariato organizzato imperiese, volute dal Centro di servizi per effettuare una prima ricognizione sulle associazioni. Ebbene, da questi incontri e' emerso forte il senso di preoccupazione per la scarsa capacità di ascolto delle istituzioni verso i problemi delle realtà sociali, vere antenne del disagio sui territori e per la crisi di ricambio generazionale dei volontari attivi.

Quanto incidono i tagli praticati da tutte le amministrazioni locali sui servizi sociali garantiti dal volontariato e dalla cooperazione. Non c'è il rischio che qualcuno, fra gli amministratori, pensi che il volontariato sia una scorciatoia per far quadrare i conti?

Non c'e' dubbio, e' necessario per questo consolidare le esperienze dei coordinamenti delle associazioni e rilanciare il nostro ruolo come volano di sviluppo delle comunità, favorendo forme di partecipazione alle scelte strategiche degli enti, mettendo a valore il capitale umano e innovativo del nostro mondo.

La Provincia di Imperia ha sue peculiarità che la distinguono da tutta la regione. Quali sono le realizzazioni più specifiche maturate proprio in rapporto al territorio?

Riscontro con soddisfazione il successo di alcune esperienze di rete come il tema dell'invecchiamento attivo e il coordinamento delle associazioni impegnate nelle scuole. Personalmente ho vissuto con entusiasmo la crescita di progetti di agricoltura sociale che vedono interagire, in ottica di inclusione, mondi apparentemente distanti quali il settore agricolo e le associazioni che si occupano di handicap o salute mentale. In questo quadro di grande aiuto è stato il ruolo di regia svolto da Regione Liguria e dai Dipartimenti dell'Azienda Sanitaria Locale.

Il recente rinnovamento politico che ha investito alcune amministrazioni locali del territorio imperiese avrà un qualche influsso sul mondo del volontariato? E , se sì, in quale direzione?

E' nostro auspicio favorire l'apertura di un percorso più condiviso tra Terzo Settore e amministrazioni locali nella gestione dei tanti disagi che vive la nostra terra: su alcuni temi registriamo francamente ancora troppo silenzio. Ci preoccupa la scarsa attenzione verso il grido d'allarme lanciato dalle associazioni sul tema degli spazi. Nei limiti di mandato, svolgeremo senza dubbio un ruolo di vigilanza affinché le associazioni possano interloquire con più efficacia con gli enti neo eletti.

Dal punto di vista della vita del Cespim, quali sono, in tempi di ristrettezze economiche, le prospettive per il 2014? Sarà garantito l'esistente? Nasceranno nuove iniziative, magari low cost?

La riduzione delle risorse è stato oggetto di discussione anche nelle recenti assemblee territoriali del volontariato: purtroppo anche il 2014 sarà anno di tagli importanti. L'idea del bilancio partecipato che stiamo costruendo per il 2014 e' una prima risposta operativa alla crisi di budget: alle associazioni. E’ stato richiesto, insieme al direttivo Cespim, di individuare le priorità di lavoro e gli strumenti per raggiungere gli obiettivi sociali del nuovo anno.

Sul piano più istituzionale, quali potranno essere le conseguenze dell'eventuale accorpamento delle province di Imperia e Savona? nascerà un Cespimsavo o un Cesavospim?

Se ne discuterà  senz'altro: io credo che non debbano esserci tabu geografici, bensì la capacità di governare insieme la crisi e dare le risposte ottimali a tutela del nostro grande patrimonio associativo.

Scherzi a parte, come sono i rapporti con gli altri Centri di Servizio al Volontariato e con la Regione Liguria?

Da sempre il Centro di Servizio di Imperia, il meno dotato sul piano delle risorse economiche, ha mostrato una cultura della rete ed una grande voglia di lavorare insieme agli centri. Pensiamo di rilanciare in questo senso la disponibilità a promuovere giornate formative regionali per consolidare il nostro lessico comune e favorire lo scambio di nuove idee. Sento forte l'esigenza di richiamare tutti al senso di responsabilità verso un sistema che ancora oggi attende tanto dai Csv in termini di servizi e supporto.

Un'ultima domanda di carattere più personale, che far riferimento al Suo ruolo di referente regionale di Libera. Quanto si sente, in questo momento difficile, nel mondo del volontariato, la mancanza di Don Andrea Gallo?

Don Andrea ha lasciato un vuoto incolmabile. Ricordo con affetto la sua presenza costante alle tante iniziative promosse a Genova nella cornice della giornata del 2012 in ricordo delle vittime innocenti di mafia. Il suo carisma e la sua intelligenza ci hanno consentito in una fase di tensioni di superare anche prove difficili. La Liguria tutta non può che sentirsi più sola.

Riccardo Grozio