Gli immigrati volontari inattesi

Una raccolta di dati, di oltre 100 storie e soprattutto un insieme di motivazioni, di timori, di soddisfazioni, di lezioni imparate e di esperienze. Questo è “Volontari Inattesi” L’indagine è stata promossa da CSVnet – la rete nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato – e realizzata da Centro Studi Medì di Genova, curata da Maurizio Ambrosini dell’università di Milano e Deborah Erminio dell’università di Genova, Centro Studi Medì. Per la realizzazione del volume la rete dei Centri di servizio per il volontariato ha partecipato direttamente alla raccolta dei dati attraverso centinaia di questionari e interviste approfondite. La ricerca è stata condotta nel 2019 da un input dell’anno precedente, quando fu scelto di indagare la relazione tra volontariato e immigrazione. I primi dati, infatti ribaltavano l’immagine dei migranti come solo destinatari di accoglienza e aiuto, rivelando al contrario l’esistenza di un gran numero di essi impegnati nelle forme più disparate di solidarietà a favore degli italiani. La prima presentazione del volume è avvenuta a fine giugno 2020 a livello nazionale. Il Celivo ha voluto fortemente la realizzazione del  webinar tenutosi ieri , sia come Centro di Servizio attivo nella ricerca, sia perché condotto dal Centro Studi Medì, un’eccellenza della nostra città, ma soprattutto per approfondire ciò che la ricerca ha perseguito: proporre uno sguardo nuovo sulla popolazione di origine immigrata e sulla sua integrazione nella società italiana. Mentre gli immigrati, e a maggior ragione i rifugiati sono visti generalmente come il terminale passivo delle azioni di aiuto condotte dal volontariato italiano, questa indagine ha voluto rovesciare la prospettiva: ha inteso cioè guardare alle persone di origine immigrata che passano, metaforicamente, dall’altra parte della linea rossa che separa fornitori e percettori di aiuti. Le persone immigrate, infatti, non contribuiscono soltanto con il loro lavoro all’economia del Paese, ma esprimono anche un insospettato dinamismo sociale, impegnandosi gratuitamente attraverso il volontariato in servizi di pubblica utilità. «Un argomento attuale e di interesse collettivo per il quale CELIVO apre le porte e invita caldamente alla partecipazione di tutta la cittadinanza» afferma Simona Tartarini, Direttrice del Celivo.