Ultima settimana per “Fundraising Coaching Plus”

Ultima settimana per presentare le candidature alla seconda edizione del bando Fundraising Coaching Plus, promosso dalla Fondazione Garrone per aiutare le piccole e medie organizzazioni non profit della Liguria nell’attività di raccolta fondi. La scadenza, ricordiamo, venerdì 9 novembre, alle ore 13. Con l’occasione, proviamo a tracciare un primo bilancio dell’iniziativa avviata coraggiosamente lo scorso anno, sentendo l’opinione del direttore generale della Fondazione Garrone, Francesca Campora, che segue da vicino il progetto.
Partiamo dalla prima edizione, qual è stata la risposta, sia in termini quantitativi che qualitativi, delle organizzazioni non profit genovesi? Più che di uno, preferirei parlare di due bilanci. Uno riguarda la risposta al bando, l’altro il percorso che abbiamo fatto e stiamo facendo con le due organizzazioni selezionate. La risposta al bando è stata più che positiva con la presentazione di una quarantina di candidature che rispondevano a tutti i requisiti richiesti. Dopo un impegnativo lavoro di selezione abbiamo scelto le due organizzazioni vincitrici, con le quali abbiamo iniziato insieme un percorso che non è ancora concluso. E’ stata anche per noi una bellissima esperienza: lavorare con loro, entrare nella vita concreta dell’associazione, discutere con loro di budget. Abeo (Associazione Bambino Emopatico Oncologico) e Teatro Necessario, le due realtà selezionate, seppure molto diverse fra loro, sia per finalità che per struttura, sono state coinvolte in un grande cambiamento culturale e organizzativo.

Uno fra gli elementi fondamentali previsti dal bando consisteva nell'individuazione di una specifica figura di fundraiser? Come hanno reagito le due organizzazioni. Molto bene ma ognuna logicamente in modo differente. In Abeo la presidentessa si è addirittura dimessa dal suo ruolo istituzionale ed ha assunto l'incarico più tecnico di direttore con delega alla raccolta fondi. Si è tanto appassionata all’argomento che ha deciso di seguire da gennaio prossimo il Master in Fundraising a Forlì. Con il Teatro Necessario, organizzazione completamente diversa, abbiamo fatto tutto un lavoro insieme per trovare risorse per attrarre una figura dedicata full time alla raccolta fondi. Dunque, in estrema sintesi : primo passaggio, riorganizzazione interna, poi, elaborazione degli obiettivi strategici; ora bisogna portare a casa i soldi.
Avevate già immaginato un periodo supplementare di lavoro con le associazioni, al di là dell’anno previsto dal bando? Non l’avevamo previsto, ma facendo questo lavoro, per così dire a quattro mani, insieme alle organizzazioni, ci siamo convinti che fosse necessario un prosieguo per completare l’esperienza. Così accompagneremo Abeo e Teatro Necessario per altri sei mesi. Tra le principali novità della seconda edizione, oltre all’estensione all’intero territorio regionale, al contributo in compartecipazione con l’associazione per il fundraiser che si occuperà della raccolta, c’è sicuramente la grande opportunità del Master in Fundraising.
Come è nata questa idea? Dalla necessità di aumentare le competenze e di fornire una formazione professionale adeguata. Un’esigenza che è nata dalle associazioni stesse. Noi, per andare oltre, siamo convinti che, accanto al Master, il lavoro essenziale, dopo l’ ”aula”, sia quello sul campo e siamo felici di affiancare le associazioni in questo percorso. Per noi ha un valore la vicinanza alle associazioni, ci piace conoscerle, camminare insieme a loro.

Come Fondazione vi siete dotati di una risorsa specifica per il Fundraising. Segue solo il progetto FCP o si occupa anche del Fundraising della Fondazione ? Intanto precisiamo che le attività della Fondazione sono interamente sostenute dalla famiglia Garrone. Ci sono poi stati casi di collaborazioni con altri enti, come ad esempio un progetto realizzato insieme alla Fondazione Cariplo. Domani ci potrebbero essere altre iniziative realizzate in partnership e in questa direzione potrebbe anche indirizzarsi l’attività della fundraiser. Attualmente si occupa del progetto Fundraising Coaching Plus.
La fundraiser che avete scelto per la vostra Fondazione proviene dal territorio ligure? No, purtroppo, dopo una lunga selezione abbiamo dovuto rivolgerci altrove. C’è un gap di competenze che deve essere colmato e speriamo che il bando serva anche a questo. Che diventi un’opportunità per i giovani del territorio che intendono specializzarsi in questa nuova professione. Siamo fiduciosi. Si sta creando un circolo virtuoso tra associazioni e aspiranti fundraiser che fa promettere bene per il futuro.

A proposito, quest’anno stanno pervenendo molte domande? Abbiamo moltissimi contatti, direi giornalieri, con svariate associazioni, con le quali stiamo sviluppando un dialogo intenso. In un certo senso è la fase per noi più impegnativa, in cui dobbiamo fornire numerose informazioni e rispondere a molteplici quesiti. Qual è la domanda più gettonata? Come può ben immaginare, è quella relativa all’inquadramento della figura del fundraiser. Comunque tornando alle candidature, ad oggi, non ne sono pervenute, ma questo rientra nella normalità di tutti i bandi. Ce le aspettiamo, come al solito, nell’ultimo giorno.
Ma è vero che di solito arrivano nell’ultima ora ? E, secondo lei, perché? Verissimo, forse arrivano anche nell’ultima mezz’ora, come è accaduto in questi giorni per un altro bando. Il motivo principale di questa presentazione all’ultimo istante è che tutti sino alla fine vogliono perfezionare il proprio progetto, curandolo nei minimi dettagli. Attendiamo fiduciosi il 9 novembre.

Riccardo Grozio