Una donazione al Gaslini per la ricerca

 

Si è svolta oggi al Gaslini una speciale cerimonia di ringraziamento che il presidente dell’Istituto pediatrico genovese, Pietro Pongiglione, ha voluto organizzare in onore dei benefattori e dell’Associazione Amri. Grazie a un lascito di 120.000 euro devoluto dalla signora Annamaria Camporese, l’Associazione per le Malattie Reumatiche Infantili Amri, aggiungendo altri 30 mila euro, ha potuto contribuire alla ricerca di eccellenza dell’Istituto, che in questo modo ha ricevuto 150 mila euro per finanziare l’apertura di una posizione lavorativa che, in seguito a concorso, ha portato all'assunzione di un giovane ricercatore, il dottor Stefano Volpi. “E’ fondamentale riuscire a strutturare all’interno dell’ospedale Gaslini i giovani ricercatori più promettenti: investire nel capitale umano è la base dell’innovazione scientifica, indispensabile per essere sempre all’avanguardia nella cura dei nostri piccoli pazienti” ha detto in apertura della cerimoni il presidente del Gaslini Pietro Pongiglione. “Sono infinitamente grato a Amri che ci sostiene da tanti anni in molti modi, oggi in particolare perché ci ha consentito di strutturare meglio il nostro gruppo di ricerca, con l’acquisizione di Stefano Volpi, un promettente ricercatore, curioso e brillante, che partendo dal Gaslini e dopo diversi anni di studio tra Boston e Losanna, ha identificato una nuova malattia scoprendone le cause genetiche” ha commentato il prof. Alberto Martini direttore scientifico del Gaslini. “Da 25 anni - spiega Gabriele Bona, presidente di Amri Onlus - con raccolta fondi e attività di sensibilizzazione ci impegniamo per contribuire alla ricerca e alla qualità di vita dei bambini affetti da malattie reumatiche infantili, un gruppo di malattie autoimmuni, croniche e fortemente invalidanti, che nel loro insieme continuano a rappresentare una causa importante di disabilità acquisita nei bambini. Questa donazione a sostegno della ricerca è stata resa possibile grazie al lascito della signora Annamaria Camporese, vedova Dadò, la quale ha avuto modo di conoscere le malattie reumatiche infantili, l’Amri e il suo lavoro a favore delle famiglie e dei bimbi ammalati, così come il Gaslini e l’altissimo livello del team clinico e di ricerca della Reumatologia” conclude Bona.