Liguria non profit, volontariato, solidarietà e assistenza a Genova e in Liguria Liguria non profit, volontariato, solidarietà e assistenza a Genova e in Liguria Liguria non profit, volontariato, solidarietà e assistenza a Genova e in Liguria Liguria non profit, volontariato, solidarietà e assistenza a Genova e in Liguria Liguria non profit, volontariato, solidarietà e assistenza a Genova e in Liguria Liguria non profit, volontariato, solidarietà e assistenza a Genova e in Liguria

Il volontariato nell'ambito della giustizia penale

 

Le attuali misure di sicurezza anti Covid-19 hanno impattato in modo negativo sulle azioni di volontariato condotte entro le case circondariali, a causa degli ingressi ridotti al minimo, con la conseguente riduzione talvolta drastica delle attività. Tuttavia, le OdV e gli ETS impegnati in questo settore sono rimasti efficienti e hanno deciso di approfittare di questo momento per investire sui volontari attuali e futuri dedicando loro un momento formativo trasversale, strutturato e approfondito che possa costituire un bagaglio di competenze grazie all’esperienza di chi opera da anni in questo ambito.

In attesa quindi di riprendere le attività nelle consuete forme e frequenze, la Rete Tematica Carcere – un gruppo di associazioni operative nelle case di detenzione genovesi – coordinata dal Centro di Servizio al Volontariato di Genova (Celivo) ha organizzato un corso finalizzato ad acquisire gli elementi basilari della normativa carceraria, l'iter dell'esecuzione penale, l'organizzazione penitenziaria, gli aspetti fondamentali di tutela al detenuto nel suo cammino di rieducazione e riparazione. Nel 2018 la Rete aveva già organizzato a Genova una giornata formativa dedicata a volontari e aspiranti per sviluppare e approfondire il senso di consapevolezza della propria funzione, delle responsabilità e dei limiti nell’interazione con i soggetti coinvolti nei procedimenti penali. Questa volta il percorso formativo abbraccia più temi e li approfondisce, trattandoli sia da un punto di vista tecnico e teorico, sia da un punto di vista esperienziale grazie alle testimonianze di persone direttamente coinvolte nelle relazioni di aiuto nei penitenziari liguri. Ecco per esempio un estratto dell’intervento di Ornella Favero, presidente Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, relatrice nel primo modulo “Il senso della pena”: «Un giovane detenuto, dopo anni di carcere vissuti in istituti diversi con continui trasferimenti dovuti al fatto che non accettava la carcerazione passata ad “ammazzare il tempo”, arrivato a Padova, in un carcere dove per lo meno c’erano alcune attività “sensate”, aveva suddiviso la sua vita detentiva in due parti: la pena rabbiosa e la pena riflessiva. Io credo che sia una definizione perfetta: c’è un modo di scontare la pena che rovescia la situazione e fa sentire chi ha commesso un reato vittima di un sistema che, tra l’altro, non rispetta la Costituzione, e poi c’è un modo che ti fa riflettere, ti fa incontrare con chi ha subito un reato, ti fa confrontare con la società, ti fa rispondere alle domande severe di giovani studenti, coinvolti in importanti progetti di educazione alla legalità proprio con le carceri. È così che si comincia a cambiare, e che la pena comincia ad avere un po’ di senso».