Liguria non profit, volontariato, solidarietà e assistenza a Genova e in Liguria Liguria non profit, volontariato, solidarietà e assistenza a Genova e in Liguria Liguria non profit, volontariato, solidarietà e assistenza a Genova e in Liguria Liguria non profit, volontariato, solidarietà e assistenza a Genova e in Liguria Liguria non profit, volontariato, solidarietà e assistenza a Genova e in Liguria Liguria non profit, volontariato, solidarietà e assistenza a Genova e in Liguria

Intervista a Luca Cosso presidente Celivo

 

Il momento non è certo buono per il Terzo Settore, alle prese con un clima generale poco favorevole e con una complicata fase di attuazione di una Riforma purtroppo ancora zoppa, in quanto mancano diversi decreti attuativi. La scadenza per l'adeguamento degli statuti degli Enti Non Profit è sempre più vicina, mentre si moltiplicano le iniziative di informazione e formazione sull’argomento. Il 2 agosto è ormai dietro l’angolo. Sentiamo l'opinione di Luca Cosso, presidente del Celivo.

Quanto influisce il clima generale di sospetto e di delegittimazione del Terzo Settore sulle attività del Celivo?

Non un granché; la nostra mission, votata prevalentemente all' erogazione di servizi nei confronti delle associazioni, ci lascia in un certo senza al riparo da questa temperie culturale sfavorevole. Semmai riscontriamo che non poche associazioni, soprattutto in certi settori, sono in sofferenza. Del resto ormai tutti i corpi intermedi si sentono quotidianamente messi in discussione.

Considerato il contesto politico, com’è il rapporto con le istituzioni ?

A livello nazionale, sia il Forum che il Csvnet, hanno avviato un dialogo continuo con il Ministero. Per quanto ci compete, sul piano locale, è ottima l' interlocuzione con gli Uffici della Regione, che ci ha consentito, fra l’altro, anche grazie alla collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti, di definire i modelli per l’adeguamento degli statuti delle Odv e delle Aps.

A proposito della fatidica data del 2 agosto, la “dead line” per adeguare gli statuti, quali sono le reazioni delle varie associazioni?

In generale c’è preoccupazione, anche se dopo la definizione della circolare di dicembre , alcuni aspetti sono stati chiariti. C’è da parte di alcuni l’aspettativa di un rinvio della scadenza o comunque di un’applicazione più elastica delle norme. Due opzioni che potrebbe non verificarsi, anche se ovviamente tutti auspichiamo che trionfi il buon senso.

Non c’è il rischio che realtà più piccole siano alla fine le più penalizzate, al punto che si può addirittura ipotizzare la sparizione di alcune di esse?

Certamente le associazioni piccole sono le più penalizzate dalle nuove incombenze burocratiche e c’è il rischio concreto che non riuscendo ad iscriversi al registro perdano tutta una serie di agevolazioni.

L’importante iniziativa promossa in marzo dal Celivo per aiutare le associazioni ad affrontare questa complicata fase di riassetto istituzionale ha segnato un salto di qualità nelle strategie comunicative e formative del Centro. Pensate di proseguire in questa direzione?

Il nostro massimo sforzo va in questa direzione, affiancando gli enti del terzo settore, sia con iniziative generaliste che con consulenze personalizzate. Potenzieremo ulteriormente il livello informativo utilizzando tutti i più aggiornati strumenti di comunicazione.

La Riforma del Terzo Settore coinvolge anche i Centri di Servizio. Come vi state attrezzando?

Abbiamo iniziato il percorso che, dopo l'adeguamento dello statuto, ci porterà entro metà luglio alla manifestazione di interesse all’accreditamento, candidandoci alla prosecuzione della gestione del Csv in base a quanto previsto dal Codice. Nella nostra regione una delle novità sarà rappresentata dall’accorpamento dei Centri di Imperia e Savona che è stato accolto dall’Organismo di Controllo e dalla Regione Liguria.

Ma, al netto delle questioni istituzionali, come potrà cambiare in concreto l' attività dei Centri?

Intanto, come previsto dalla riforma, si allargherà la platea dei destinatari. Per il resto occorrerà potenziare sia la promozione che la formazione, offrendo consulenze di alto livello professionale.

Un’ultima domanda, per concludere, sulle donazioni. Su questa delicata partita siamo ancora all’anno zero in Liguria oppure qualcosa sta cambiando?

Indubbiamente, accanto a quello dei volontari e della partecipazione, il tema delle donazioni rappresenta la seconda gamba del Terzo Settore. Senza carburante non si va da nessuna parte, soprattutto ora che l’intervento del pubblico si è, in generale, molto ridimensionato. Per quanto riguarda la nostra regione iniziano a vedersi i frutti di una crescita della cultura della donazione. In tal senso, la campagna di raccolta fondi #Donafuturo che ha premiato l’Associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma ne è l’esempio più concreto e recente.

Riccardo Grozio