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Quando l’estetica va a braccetto col sociale

 

Curare la propria immagine può essere uno strumento terapeutico? La risposta è sì. A dimostralo il crescente numero di progetti che uniscono l’estetica al sociale. In una società fatta di immagine, tra social e influencer, l’estetica ha ruolo sempre più determinante. Spesso è associata a superficialità e apparenza ma in realtà è molto più. L’estetica è un mezzo per esprimersi, ritrovarsi, trovare la parte migliore di se stessi.E tutto questo èancora più bello se viene messo al servizio del sociale. Nascono così le terapie all’insegna della moda e dell’estetica, allo scopo di raggiungere il benessere interiore ed esteriore. Pillole di stile, pennelli, palette di ombretti, trattamenti di benessere diventano gli strumenti per intraprendere percorsi volti al miglioramento dello stato psico-fisco, della stima e dell’immagine di sé.
Curare l’immagine diventa una necessità di benessere a sostegno delle persone che si trovano in condizioni di sofferenza e di fragilità, a causa del proprio stato di salute, fisico, psicologico, o di
disagio sociale. La tematica è sempre più rilevante tanto che si assiste a un numero crescente di progetti di cura. Il CNA ha creato appositi corsi specializzanti in estetica sociale allo scopo di formare figure professionali che devono avere duplice competenze sia nell’ambito della bellezza, sia nell’ambito dell’ascolto e della psicologia. Nascono poi corsi interamente dedicati alla moda terapia e alla cura della propria immagine che, partendo dalla relazione con gli abiti e gli accessori, sono volti al miglioramento delle emozioni allo scopo di raggiungere una maggiore autostima.
“Siamo abituati a pensare che i vestiti e la moda siano una cosa frivola che riguardano solo l'apparire ma in realtà sono collegati al rapporto che abbiamo con noi stesse, il nostro corpo e più in generale l'autostima. Vedersi con abiti che ci donano e ci valorizzano aiuta a sentirci più sicure, più
serene e più felici. Aiuta a capire che tutto l'elenco di difetti che continuiamo a ripetere nella nostra testa forse non è così vero e che è arrivato il momento di concentrarci sui pregi”, afferma Anna Venere, consulente di immagine specializzata, autrice del sito Moda per principianti, con il quale aiuta da diversi anni tantissime donne a scoprire gli abiti che le valorizzano maggiormente. Rilevante è l’iniziativa di AISM, l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, Sezione di Genova che ha dato il via a una serie di incontri sul make –up teraphy . Stendere un ombretto, applicare un fondotinta e colorare l’incarnato con un tocco di blush diventano momenti per occuparsi del proprio benessere. Il trucco diventa un accessorio irrinunciabile per indossare il buonumore e guardarsi con nuovi occhi. E questo rappresenta qualcosa di infinitamente importante per una donna giovane, nonostante i limiti e le difficoltà che una malattia come la sclerosi multipla (colpisce soprattutto le donne) pongono quotidianamente, che sceglie di vivere la propria vita il più normalmente possibile, volendosi bene.
“Un filo di trucco ha il potere di far cambiare la percezione di noi stesse. Da qui nasce MAKE-UP therapy. Il progetto sorge dal desiderio di portare nel mio lavoro qualcosa di più profondo, andando oltre la semplice immagine della bellezza estetica. Negli anni ho potuto riscontrare quanto il trucco fosse in realtà un ottimo alleato per cambiare stato d'animo nonostante le mille difficoltà che la vita ci mette davanti. Il percorso make-up therapy per Aism è stata un’esperienza fantastica attraverso la quale il trucco è diventato vero e proprio strumento volto al benessere psicofisico. Gli incontri sono stati mirati a creare un rituale di bellezza come gesto'amore da fare su se stesse in modo da cancellare, a colpi di trucco e pennello, i segni a cui porta la malattia esprimendo se stesse e il proprio essere donna” afferma Ambra Fiato, make-up artist e insegnante della prima edizione del corso di Make-up Therapy di AISM.